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Progetti in rete - giovedě 20 giugno 2013 

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[Nuovo progetto]

Seminari

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26 Settembre 2005, "Il ruolo delle Comunità di apprendimento on-line" - Dott.ssa Danila Curcio


Breve introduzione
Si chiama Antonio il piccolo protagonista del video-gioco prodotto dal Ministero dell’Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza - e cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Operativo "Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia". Antonio, un bambino che frequenta la scuola media e vive in un quartiere periferico si trova a dover affrontare, nel primo dei quattro episodi "il Mistero del Quadrifoglio", le sfide del suo antagonista Freccia, capo della "Banda dei giardinetti" e, di fronte a situazioni al limite tra la legalità e l’illegalità, dovrà cercare di capire quali sono i comportamenti corretti da seguire. Collegato ad un gioco in CD-Rom ("Il Mistero del Quadrifoglio"), e rivolto esplicitamente ai navigatori più giovani, il sito si propone sia come momento di svago, con l’invito a partecipare al gioco della redazione della sceneggiatura "Scrivi le avventure di Antonio", sia come luogo di scambio d’idee ed opinioni, invitando i giovanissimi visitatori a partecipare a dibattiti on-line. La scelta di comunicazione "cartoonista", con uso di tecnologia in Flash, e l’interazione veloce, divertente e accattivante offrono non solo la possibilità di poter giocare insieme ma anche un punto d’incontro di tipo nuovo in cui poter esprimere la propria creatività. Permette di creare una propria "home page", dialogare con i personaggi, scrivere le avventure dei protagonisti. Divertenti mini show introducono varie aree, un "Forum" di discussione, gadget come il CD-Rom "Il Mistero del Quadrifoglio" o il calendario realizzato dai ragazzi. Presto on-line anche un gioco multiutente ed una striscia a fumetti. Uno spazio sicuro per esprimersi, leggere le news, raccontarsi, sapendo che Antonio e i suoi amici sono sempre disponibili all’ascolto.


Obiettivo
l’Organizzazione Virtuale cerca di favorire la creazione e lo scambio continuo di conoscenza, processo reso possibile dal nostro desiderio e dalla nostra capacità di imparare sempre qualcosa di diverso. L’accento cade, quindi, sulla messa in fase di una pluralità di soggetti, sull’accordo e la convergenza tra le azioni che essi intraprendono. In questa organizzazione, come visto, la persona acquisisce sicuramente un ruolo centrale e viene riconosciuta per il suo valore, poiché è l’attore principale in grado di attivare e sviluppare i processi di creazione della conoscenza su cui si fonda la produzione di valore della moderna società contemporanea, tuttavia, al fine di un efficace apprendimento organizzativo, è necessario che i comportamenti delle varie persone avvengano sulla base di modelli aziendali condivisi e che la conoscenza individuale e collettiva venga ricollocata nei contesti dai quali deriva il suo significato. L’apprendimento, infatti, prevede essenzialmente che si diventi membri, che si diventi un praticante,non che si imparino cose sulle pratiche.



27 Settembre 2005, "La Community del Trigno-Sinello" - Dott. Massimiliano Minna


Breve introduzione
Comunità e società sono due categorie sociologiche, due idealtipi di relazione sociale che, nelle collettività concrete, ritroviamo soltano in combinazione e sovrapposizione. In un sistema sociale, la distinzione tra comunità e società non è netta: anzi, in una stessa collettività coesistono gruppi che intrattengono al loro interno relazioni di tipo "comunitario" e gruppi che intrattegono al loro interno relazioni di tipo "societario". Uno stesso individuo può, quindi, appartenere contemporaneamente a più sistemi. Nel nuovo tipo di collettività del cyberspace - fondata sul contatto in absentia e sulla comunicazione in tempo reale tra soggetti fisicamente situati in luoghi remoti e presumibilmente diversi per razza, religione, nazionalità, posizione socio-economica, cultura ecc… - si stabiliscono relazioni completamente 5libere da tutte le variabili utili a descrivere gli individui all’interno delle società tradizionali. In una community si può tranquillamente decidere di cambiare nome, identità, sesso, nazionalità, condizione sociale…. In rete si è uguali: alti o bassi, ricchi o poveri, belli o brutti, giovani o vecchi uomini o donne, non fa differenza. Protetti dall’anonimato la simulazione diventa piena e si finisce per condividere tutti una stessa identità. Queste nuove identità sociali sviluppano rapporti che sembrano essere sostanzialmente un "doppio" - anche se modificato - di tutte le relazioni comunitarie che si svolgono nella vita reale. Le comunità virtuali sono state definite da Bruce Sterling - tra i massimi letterati cyberpunk - "isole nella rete", luoghi tridimensionali che si aprono all’interno della rete telematica, dove, come in una piazza, come in un’agorà dell’antica Grecia, la gente s’incontra e instaura relazioni. Si formano, poi, comunità basate fondamentalmente su affinità o interessi comuni. Nelle "comunità virtuali" ha luogo, insomma, quella che potremmo definire la "comunicazione sociale" in Internet, che andrebbe fatta oggetto di un’attenta analisi microsociologica.


Obiettivo
Definizioni per organizzare e gestire una community:



27 Ottobre 2005, "Il web writing" - Dott. Massimiliano Minna


Breve introduzione
La lettura su schermo è il 25% più lenta che di quella su carta e quindi più faticosa. Per questo in internet si legge in maniera più veloce e frammentaria(e anche più disordinata). Infatti l’ 80% dei lettori non legge parola per parola, ma scorre la pagina alla ricerca di ciò che più gli interessa. Per questo motivo un testo per il web dovrà essere scritto in maniera diversa da un testo cartaceo, tenendo conto delle nuove necessità che questo mezzo di comunicazione comporta.


Obiettivo
Linguaggio univoco attraverso:



24 Novembre 2005, "La dispersione scolastica e il monitoraggio dell"obbligo formativo" - Dott. Alessandro Chiozza


Breve introduzione
E’ in via di organizzazione un punto centrale di riferimento che costituirà un luogo di raccolta e di diffusione di esperienze e documenti sull’obbligo formativo, di ricerca della sua organizzazione e sulle esperienze condotte a livello nazionale ed internazionale, sulle modalità di attuazione dell’obbligo formativo nelle diverse regioni, sugli atteggiamenti ed i comportamenti dei giovani soggetti all’obbligo. Il presidio fornisce, attraverso la gestione di uno sportello telematico, assistenza tecnica alle Regioni ed alle Province impegnate nello sviluppo dell’obbligo formativo Il governo del sistema di offerta per l’obbligo formativo (OF) ha spesso incontrato un importante limite nella difficoltà con cui le amministrazioni competenti arrivano a disporre di dati affidabili sulle popolazioni adolescenziali target delle politiche, o sui fenomeni di abbandono e insuccesso scolastico e formativo. L’anagrafe regionale rappresenta probabilmente lo strumento conoscitivo e di controllo fondamentale per l’applicazione dell’OF; tuttavia sono noti i fattori di complessità del sistema che ne ostacolano la piena implementazione o che limitano l’affidabilità e completezza dei dati disponibili in anagrafe. Al tempo stesso, sono già attive e disponibili numerose altre fonti conoscitive (rappresentate da indagini, ricerche sociali, banche dati dei sistemi educativi e formativi, dei servizi per l’impiego, etc.) che -specie se integrate tra loro- potrebbero fornire un impianto conoscitivo dei fenomeni ben più completo e articolato. In particolare, ad essere carenti sono le informazioni di carattere qualitativo sull’utenza, in grado di guidare scelte di programmazione inerenti non solo il dimensionamento dell’offerta, ma le sue caratteristiche didattiche specifiche, le scelte metodologiche, gli assetti curricolari, etc. Il progetto ha inteso esplorare proprio le risorse informative e conoscitive disponibili sui fenomeni adolescenziali, le diverse banche dati, le ricerche, etc., per formulare ipotesi operative per il monitoraggio sistematico delle popolazioni interessate dall’applicazione dell’OF.


Obiettivi
Monitoraggio dell’attuazione dell’obbligo formativo L’Area ha periodicamente condotto, fin dalla prima fase di attuazione dell’obbligo formativo, delle ricognizioni sullo stato di avanzamento, attraverso interviste telefoniche con i funzionari responsabili a livello regionale, al fine di fornire indicazioni ad uso del Comitato di Pilotaggio. Inoltre l’Area svolge attività di assistenza tecnica per l’elaborazione, da parte del Governo, delle relazioni annuali sull’attuazione dell’articolo 68 della Legge 144/99, secondo quanto previsto dal Paragrafo 6 dell’Accordo Stato Regioni del 2 marzo 2000. Su questa base sono stati realizzati due monitoraggi sullo stato di attuazione dell’obbligo formativo che, a partire dai Rapporti semestrali inviati dalle Regioni al Ministero del Lavoro (D.M. 13 novembre 2000), forniscono un quadro di sintesi e di dettaglio del processo di costruzione dei sistemi regionali.



25 Novembre 2005, "La rete nell"obbligo formativo" - Dott. Alessandro Chiozza


Breve introduzione
Le istituzioni scolastiche sono sedi di assolvimento dell’obbligo formativo nel sistema di istruzione, esse partecipano alla rete territoriale che realizza il sistema complessivo che consente l’esercizio del diritto all’istruzione e formazione dei giovani sino ai diciotto anni. Di seguito sono riepilogate le principali funzioni allo svolgimento delle quali le scuole concorrono, nel quadro delle intese assunte a livello territoriale dall’amministrazione scolastica periferica:


Obiettivi
Organizzazione di Reti.
La progressiva attuazione dell’obbligo formativo viene sostenuta mediante la costituzione di più reti transregionali di amministratori e di operatori impegnati nell’attività. I soggetti coinvolti nella rete potranno così rappresentare a loro volta dei referenti per la diffusione dell’informazione e delle pratiche innovative. Verranno inoltre organizzati momenti di analisi e di scambio di esperienze a diversi livelli al fine di favorire la riflessione tra le Regioni e le Province al loro interno e con altre realtà nazionali ed internazionali.




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